Cammino di Lombardia

Per tornare a Respirare, Incontrare, Creare

Cammino di Lombardia – anno VI

E cammina, cammina, cammina, dopo 32 tappe e circa 720 km, nei prossimi giorni partiremo per la sesta (e terz’ultima) tratta del Cammino di Lombardia.
Chi l’avrebbe detto che avremmo resistito fin qui? Invece i nostri piedi non sono ancora stanchi di dare del tu alla terra e allungano la
strada.

Cosa stiamo cercando? Luoghi ove mai siamo arrivati? Pensieri troppo a lungo sopiti?
Di più! Cerchiamo la nostra rinascita. Integrale. Dal basso. “E’
per rinascer che siamo nati…”
Fisicamente vibrando, stappiamo tutti e cinque i sensi, all’aperto,
in un tempo dilatato.
Spiritualmente invocando, scendiamo verso il Fondo del fondo, verso la
presenza dell’Assenza nelle specie ordinarie, verso un Disegno dove
tutto rimanda a tutto e tutto è bello e dolce.
Poeticamente inventando, inseguiamo la Lombarda, con gli occhi chiari
dei suoi laghi, con i seni sodi e gonfi delle sue montagne, donna
dalla notevole altezza e sobria eleganza ma anche dal piede grosso e
dalla caviglia possente.
Politicamente progettando, selezioniamo gli elementi per una Regione
diversa e migliore: il credo in un “lavoro libero, creativo,
partecipativo, solidale” (tutte parole di papa Francesco); l’arte di
stare al mondo assieme agli altri, senza razzismi e mafie;
la cura dell’ambiente, come fosse il salotto di casa.
Tutto ciò cerchiamo, non ci accontentiamo di niente di meno.

Salvo problemi dell’ultima ora, il programma di massima è il seguente:

1^ giorno – 23 maggio
Partenza in treno da Milano alle 7.05, arrivo a Bergamo alle 7.53
e poi via verso Treviglio (23 km)

2^ giorno – 24 maggio
Treviglio – Caravaggio – Crema (24 km)

3^ giorno – 25 maggio
Crema – Lodi (18 km)

4^ giorno – 26 maggio
Lodi – Codogno (25 km)

5^ giorno – 27 maggio
Codogno – Corte S. Andrea – Miradolo Terme (31 km)

6^ giorno – 28 maggio
Miradolo Terme – Pavia (33 km)

Ripartiamo da Bergamo, dove eravamo arrivati sotto il diluvio il 29
maggio dell’anno scorso, per navigare di nuovo verso sud,
in una zona dell’oceano padano non ancora solcata (Treviglio, Crema,
Lodi, Codogno).
Inzupperemo finalmente le scarpe nel Po, in quel punto – il transitum
Padi – dove l’attraversano i pellegrini in viaggio verso Roma.
Della via Francigena faremo anche noi due tappe, ma all’indietro, in
direzione Canterbury.
Ci fermeremo a Pavia, città che è a un tiro di schioppo da MIlano, ma
psicologicamente così lontana.
Lì ci inchineremo davanti all’arca di sant’Agostino, sotto il Ciel
d’Oro della Basilica di San Pietro.

Un minimo di resoconto di quel che che avverrà potrete leggerlo sul
blog camminodilombardia wordpress com
o seguirlo su twitter @CamminoLombardo, dove c’è pure qualche traccia
degli anni scorsi.
Porteremo sullo zaino , come al solito, un cordino di filo rosso,
quale nostro segno di riconoscimento
(è il cordino rosso che assicurò l’incolumità di Rahab la prostituta
e dei suoi cari nel giorno della distruzione di Gerico).
Mandateci pensieri felici, saranno come carezze sui garretti.

Saluti vivaci come un bel bottiglione di bonarda
Giovanni (nome di battaglia Ambrogio)

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